. - Nacque a Bergamo nel 1536 da Lattanzio e da una nobildonna della famiglia Zanchi. I dati relativi alla sua vita, forniti dal suo biografo, l'abate erudito Pier Antonio Serassi, non sempre reggono a una lettura critica molto attenta; sembra comunque che della formazione letteraria del M. si occuparono i due zii materni, Gerolamo e Basilio, entrambi canonici regolari lateranensi. Grazie al primo approfondì gli studi teologici e filosofici, ma fu debitore soprattutto del secondo per la sua solida formazione nelle lettere classiche e per il suo arrivo a Roma in età giovanissima: quando lo zio fu nominato custode della Biblioteca Vaticana, lo chiamò presso di sé, mettendolo in contatto con gli ambienti intellettuali più brillanti.
Nonostante la giovane età - il M. aveva poco più di vent'anni - maturava grandi aspettative, quando nel 1558 la disgrazia e poi la morte improvvisa dello zio, rinchiuso a Castel Sant'Angelo per ordine di Paolo IV, lo privò di qualunque velleità di carriera.
Partito da Roma, nel 1563 era a Genova, lautamente stipendiato in qualità di insegnante di retorica ed eloquenza, più tardi come segretario della Repubblica. Dopo due anni fece ritorno a Roma, dove sotto il generalato di Francisco Borgia vestì, il 16 ag. 1565, l'abito della Compagnia di Gesù, sostituendo poco dopo nel Collegio Romano Pedro Juan Perpinyà nel prestigioso insegnamento di retorica. Prima ancora di professare i quattro voti, nel 1572, al di là dell'esperienza di docenza, la fisionomia culturale del M. si andò però precisando anche su un altro versante significativo.
Egli infatti esordì nel 1571, più che come autore, come traduttore in latino della Historia da missões do Oriente del gesuita portoghese Manuel da Costa, cui aggiunse in appendice un'edificante scelta di lettere dei primi missionari in Oriente. La sua fatica non passò inosservata agli occhi del cardinale di Portogallo Enrico Aviz (re del Portogallo dal 1578, alla morte di Sebastiano), che lo volle a Lisbona.
Giunto in Portogallo nel 1579, visse per cinque anni tra Lisbona e Coimbra, dedicandosi a una paziente raccolta di materiale sulla talassocrazia lusitana in Oriente. In quegli anni scrisse in lingua latina una biografia di s. Ignazio che gli era stata da tempo sollecitata da Mercuriano. L'opera, con il titolo De vita et moribus s. Ignatii Loiolae, fu pubblicata nel 1585 e fu una delle biografie più discusse dell'epoca insieme con quella, precedente, del gesuita Pedro de Ribadeneira, il celebre biografo dei primi generali della Compagnia e potente assistente di Spagna e Portogallo dal 1571. Lo stesso Ribadeneira non mancò di censurare il M. per alcune imprecisioni e inopportunità di linguaggio e fu assai determinato nell'osteggiare l'ipotesi di affidare al M. la composizione di una storia della Compagnia.
La morte del suo protettore e la conseguente occupazione spagnola del Portogallo nel 1580 lo indussero a fare ritorno nel 1584 a Roma, dove proseguì il lavoro di stesura degli Historiarum Indicarum libri per concluderlo nel 1588 con l'edizione fiorentina dei Giunti, dedicata ossequiosamente a Filippo II, a cui seguì l'anno seguente una traduzione italiana pubblicata a Firenze da Filippo Giunti, Le istorie delle Indie orientali con una scelta di lettere scritte dall'Indie.
Se erronea è l'attribuzione al M. di una biografia di Sisto V, di sua mano furono originariamente gli Annali di Gregorio XIII. Quest'ultima opera, molto manipolata nel tempo e pubblicata postuma dall'erudito Charles Coquelines, è caratterizzata da un singolare metodo di composizione. Commissionatagli alla morte di Gregorio XIII da Giacomo Boncompagni, figlio naturale del papa, la storia del pontificato fu preparata con l'invio di un articolato questionario alle personalità più rilevanti che avevano collaborato con il papa nella politica estera e interna, nelle questioni religiose quanto in quelle economiche. Gli Annali costarono al M. molta fatica e pressioni e nella loro versione finale indugiarono soprattutto sulle grandi questioni politiche del pontificato gregoriano: la Lega sacra, la questione portoghese, le pertinenze della giurisdizione ecclesiastica in Spagna, la strategia contro il mondo riformato. Fu anche autore di una stucchevole raccolta parenetica di alcune biografie di santi.
Il M. condusse per quindici anni un'esistenza itinerante tra città centro-settentrionali italiane e Roma, costellata sovente da amarezze e isolamento dovuti anche a un carattere ombroso e severo.
Il M. morì il 20 ott. 1603 a Tivoli.
Opere: Historiarum Indicarum libri XVI. Selectarum item ex India epistolarum libri IV, apud Philippum Iunctam, Florentiae 1585; De vita et moribus Ignatii Loiolae qui Societatem Iesu fundavit, libri III, apud Franciscum Zannettum, Romae 1585;Vite di XVII confessori di Cristo, Roma 1601; Degli Annali di Gregorio XIII pontefice massimo dati in luce da Carlo Coquelines, ibid. 1742.
Fonti e Bibl.: P.A. Serassi, Io. Petri Maffeii Bergomatis e Societate Iesu opera omia Latine scripta, nunc primum in unum corpus collecta, variisque illustrationibus exornata. Accedit Maffeii vita, Bergomi 1747; G. Bentivoglio, Memorie e lettere, a cura di C. Panigada, Bari 1934, p. 99; P. Pirri, Gli Annali Gregoriani di Gian Pietro M. Premesse storiche per una revisione critica, in Archivum historicum Societatis Iesu, XVI (1947), pp. 56-97; Fontes narrativi de s. Ignatio de Loyola et de Societatis Iesu initiis, III, Narrationes scriptae ab anno 1574 ad initium saeculi XVII, a cura di C. de Dalmases, Romae 1960, pp. 208-236; Diccionario histórico de la Compañía de Jésus biográfico-temático, III, Roma-Madrid 2001, pp. 2466 s.; S. Andretta, Le biografie papali e l'informazione politica tra Cinque e Seicento, in L'informazione politica in Italia (secoli XVI-XVIII). Atti del Seminario, 1997, a cura di E. Fasano Guarini - M. Rosa, Pisa 2001, pp. 247-264; Id., La realtà iberica nelle opere di Giovanni Pietro M. e Giovanni Botero, in A Companhia de Jesus na península Ibérica nos sécs. XVI e XVII: espiritualidade e cultura. Actas do Colóquio internacional, 2004, II, Porto 2005, pp. 519-542; Id., Modelli di santità nelle "Historiarum Indicarum" di Giovanni Pietro M. (in corso di stampa); C. Sommervogel, Bibliothèque de la Compagnie de Jésus, V, pp. 293-302.
Nessun commento:
Posta un commento